“All The Nations Call Me A Sac!” Introduzione a Memorie del Capo Black Hawk

Anna Scannavini

Abstract


The Life of Ma-ka-tai-me-she-kia-kiak, or Black Hawk esce nel 1833 a Cincinnati, in Ohio, a cura di John B. Patterson, giovane giornalista da poco emigrato in Illinois dalla nativa Virginia. Negli anni Trenta dell’Ottocento, Cincinnati si è affermata come uno dei più importanti centri editoriali della frontiera transappalachiana e sembra il luogo più appropriato per pubblicare un libro che si presenta come la voce di un vinto nel processo di invasione e appropriazione del continente. Nel 1832, Black Hawk (1767-1838) era emerso all’attenzione nazionale quando aveva accettato di guidare la resistenza di un gruppo di indiani sauk e fox contro l’ingiunzione governativa di lasciare Saukenauk, la residenza stanziale e centro di vita dei sauk posta sul Rock River, non lontano dalla confluenza col Mississippi nell’odierno Illinois. Quella che sarebbe stata conosciuta come “Guerra di Black Hawk,” si era rivelata quasi subito un’impresa disperata, finita in un odioso quanto inutile massacro di uomini, donne e bambini. Black Hawk e i suoi più vicini consiglieri, che al massacro erano scampati con le loro famiglie, erano stati presi prigionieri e portati prima alla postazione militare di Jefferson Barracks, vicino St. Louis alla confluenza dell’Illinois col Mississippi, poi a Washington a incontrare il Presidente Jackson, e infine a Fort Monroe, in Virginia.

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