Django, Stephen, e gli stereotipi sugli afroamericani

Sara Corrizzato

Abstract


Uscito nelle sale cinematografiche nel 2012, il film Django Unchained, scritto e diretto da Quentin Tarantino, ha subito destato pareri discordanti a proposito delle tematiche incluse e della prospettiva con cui esse sono prese in esame: ambientato nel 1858 nel profondo Sud degli Stati Uniti, il film si concentra sul protagonista nero Django Freeman (Jamie Foxx) e sulla sua missione di liberare la moglie dalla schiavitù. Guidato dall’astuto e abile dottor King Schultz, interpretato dall’attore austriaco Christoph Waltz, l’uomo libero Django si dedica alla ricerca della moglie Broomhilda von Shaft, che si scopre essere al servizio del ricco e spietato Calvin J. Candie. Prefiggendosi l’obiettivo di ottenere la libertà della donna nel modo legalmente riconosciuto dalle leggi del periodo, i due uomini orchestrano il piano perfetto per attirare l’attenzione dello spregevole Mister Candie e convincerlo a vendere la sua schiava. Sicuri che l’uomo non si sarebbe mai scomodato per una donna nera al lavoro nella sua proprietà in Mississippi, Schultz e Django si fingono interessati ai combattimenti tra schiavi neri mandingo che l’uomo organizza nel suo bordello a Greenville e gli propongono l’acquisto di uno dei lottatori più forti per una cifra talmente alta da non poter essere rifiutata. Mister Candie cade nel tranello, pronunciando una delle battute più popolari del film (“Signori, avevate la mia curiosità, ma ora avete la mia attenzione”), e invita i due possibili acquirenti nella sua piantagione di cotone, Candyland, per procedere con la transazione. Qui Django incontra la moglie, la quale, non riuscendo a contenere la sua impazienza nel ricongiungersi con il marito, lascia trapelare dai comportamenti il suo profondo legame con l’ospite afroamericano, impedendo quindi ai due uomini di proseguire la loro messa in scena. Prima che il sipario cali numerosi sono i personaggi che trovano la morte, tra cui il compagno di Django, King Schultz, l’insopportabile proprietario di casa Calvin Candie e il suo fedelissimo servo Stephen. Il protagonista, ricongiuntosi con la moglie, vendica le sofferenze subite in prima persona da lui e dalla donna radendo al suolo l’intera proprietà.

Keywords


Django Unchained; Quentin Tarantino; African American; stereotype

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DOI: https://doi.org/10.13136/2281-4582/2013.i2.631

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