Il Dharma invisibile: buddhismo e cultura afroamericana

Annalucia Accardo

Abstract


Nel gennaio del 2000 la femminista afroamericana bell hooks pubblica, su Shumbhala Sun, un’intervista al monaco buddhista zen vietnamita Thich Nath Hanh, citata in “Praticare con le emozioni” (Sati gennaio-aprile 2010), da Corrado Pensa, fondatore e insegnante guida dell’A.Me.Co. – Associazione per la Meditazione di Consapevolezza - insieme a Neva Papachristou.[2] bell hooks era sempre stata per me l’autrice di Ain’t I a Woman: Black Women and Feminism (1981) e di libri particolarmente combattivi sulle questioni razziali e di genere. La scoperta del suo interesse per l’universo buddhista mi ha invogliato ad approfondire il tema dei rapporti tra afroamericani e buddhismo, a buttare giù questi primi appunti sul tema e ad avviare un lavoro di ricerca.

Keywords


Buddhism; religion; African American

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DOI: https://doi.org/10.13136/2281-4582/2013.i2.652

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