L'autonomia e il fattore del genere nel campo letterario statunitense dell'Ottocento

Anna De Biasio

Abstract


Le regole dell’arte di Pierre Bourdieu è una delle più potenti riflessioni sullo spazio estetico moderno prodotte negli ultimi vent’anni, tuttavia limitatamente recepita tanto in Italia quanto negli Stati Uniti. In quest’opera, il sociologo francese adatta la sua teoria del campo sociale all’ambito della letteratura, in particolare della letteratura francese nella seconda metà dell’Ottocento. La creazione di un campo artistico e letterario autonomo, esclusivamente rimesso a criteri di funzionamento interni e leggi proprie, avviene in questo periodo a causa dell’inedita pressione esercitata dal potere economico (ma anche politico) sulla sfera culturale. Per Bourdieu si tratta di una rottura estetica che ha una base etica: “Non c’è dubbio che l’indignazione morale contro ogni forma di sottomissione ai poteri o al mercato (…) abbia avuto un ruolo determinante, per quanto riguarda personaggi come Baudelaire o Flaubert, nella resistenza quotidiana che ha condotto all’affermazione progressiva dell’autonomia degli scrittori (…)” (118).

Keywords


genre; literary critique; nineteenth century

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DOI: https://doi.org/10.13136/2281-4582/2013.i2.662

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