Filogenesi interrotte: prove di riscrittura del passato nell'opera di Djuna Barnes

Vincenzo Birra

Abstract


Anche se spesso si commette l’errore di leggere il macrotesto di Djuna Barnes come un grande roman à clef, non è del tutto insensato ripensare al rapporto tra biografia e opera della scrittrice americana. Soprattutto negli scritti che riprendono il plot preferito da Djuna, cioè la storia della famiglia Barnes, la vita della scrittrice appare come un intertesto riscritto di continuo quasi a sottolineare la centralità delle relazioni familiari, dell’infanzia e dell’educazione nella sua produzione letteraria. Per questo ritengo interessante avviare una lettura dell’opera della Barnes che serva a valutare il peso del concetto di generazione all’interno delle sue storie, usando il termine generazione in un’accezione ampia e soprattutto riferita al passaggio, al trasferimento di quel corredo di divieti, giudizi, paure, insomma di quel Super-io del quale, nella Nuova Serie di Lezioni dell’Introduzione alla Psicoanalisi, si dà una spiegazione genetica: "il Super-io del bambino non viene costruito secondo il modello dei genitori, ma secondo quello del loro Super-io; si riempie dello stesso contenuto, diviene il veicolo della tradizione, di tutti i giudizi di valore imperituri che per questa via si sono trasmessi di generazione in generazione" (Freud 5587).

Keywords


literature; American literature; Dunja Barnes

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DOI: https://doi.org/10.13136/2281-4582/2014.i4.469

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